13 Feb Formati distributivi nell’alimentare: tutti contro tutti
Formati distributivi nell’alimentare: tutti contro tutti
Gli italiani mostrano delle abitudini di acquisto alimentare molto fluide: i canali distributivi vengono scelti sulla base delle esigenze di qualità, profondità dell’assortimento, velocità e semplicità, ma anche piacevolezza dell’ambiente. Il prezzo è importante, ma non sempre. Cosa possono fare i piccoli negozianti per sopravvivere e prosperare nel mercato della spesa alimentare? Puntare sull’assortimento del fresco, sulla relazione, sulla costruzione di una esperienza di acquisto di valore, che controbilanci il prezzo di acquisto più alto rispetto ad altri canali di vendita.
Il consumatore italiano è sempre più informato ed attento alla spesa alimentare, e si mostra molto strategico nel cambiare i canali di acquisto, cercando alternativamente non solo convenienza, risparmio di tempo, ma anche vicinanza, qualità, salute e persino sperimentazione. E questo è un bene, per i dettaglianti indipendenti.
In sostanza, cosa cercano oggi i consumatori quando scelgono un canale distributivo per la spesa alimentare?
Ce lo mostra questa interessante tabella, frutto di una indagine sui consumi alimentari condotta da Confcommercio e Format nel 2016.
Nella tabella sono riportati, in colonna, i principali formati distributivi analizzati, mentre in ciascuna riga sono elencate le caratteristiche principali che orientano la scelta dei consumatori. In rosso, per riga, sono evidenziati i formati che meglio rispondono a quella caratteristica (ad esempio, il negozio specializzato è scelto principalmente per la qualità dei prodotti freschi, così come il produttore), mentre in blu tratteggiato le caratteristiche per formato che rappresentano un punto critico, meritevole di approfondimento.

La lettura per colonna riporta i principali motivi di preferenza per ciascun formato, mentre la lettura per riga aiuta a capire il posizionamento percepito dei formati e chi siano i principali competitors dei singoli formati analizzati.
Freschezza per gli specializzati, prossimità per i non specializzati
La qualità del prodotto fresco è il principale driver di scelta per il negozio specializzato, addirittura prima del produttore e del mercato rionale (i suoi principali competitor su questo asse), mentre l’accessibilità (la prossimità) è il punto di forza del negozio despecializzato, che compete, su questo asse, con il mercato rionale e con il supermercato di quartiere.
Prezzo basso per il discount, assortimento per i più grandi
Il prezzo è, ovviamente, il cavallo di battaglia del discount. Interessante notare come l’online, solitamente competitivo sul prezzo in tutte le categorie merceologiche, non sia percepito come tale nell’alimentare (e, in effetti, non lo è). L’ampiezza dell’assortimento e gli orari sono chiaramente una caratteristica vincente delle grandi superfici, stranamente insidiate dal produttore, che normalmente ha un assortimento ridotto, ma è percepito diversamente dal consumatore (che probabilmente pensa a numerosi produttori, spesso aggregati da servizi di selezione e consegna tipo Cortilia, Zolle, ecc.). Ancora una volta l’online, che per altre merceologie si pensa possa garantire un assortimento infinito e aperto h24, nell’alimentare non ha lo stesso fascino.


Il negozio alimentare – 2a Edizione
A cura di:
Editore: Confcommercio | Fida
Il settore alimentare è di fondamentale importanza per il Paese, perchè fare la spesa è un atto che coinvole ogni giorno milioni di consumatori, decine di migliaia di imprese con milioni di lavoratori.
E’ un settore in profonda trasformazione, per ragioni demografiche e di cambiamento di stili di vita, con le grandi insegne che stanno riscoprendo il valore della prossimità, aprendo punti di vendita più piccoli e a maggior livello di servizio nei centri cittadini, con l’online in crescita nonostante le difficoltà logistiche, e con tanti imprenditori indipendenti che sviluppano modelli di buisiness innovativi.